Mottarone – Novara

Impressioni di Settembre

Autunno 2000. E’ quasi un anno che frequento questo luogo e quando non posso venirci, fisicamente lo penso. Sì lo penso spesso, perché rivivere certi momenti vissuti qui, certe scene,mi fa sentire meglio. E’ come se mi potessi permettere il lusso di respirare quell’energia che sono oramai abituato a sentire quando vivo le mie avventure, le mie scalate, le mie scoperte in questo posto.

Oggi sono venuto qui nel Parco da solo e piove, ci sono le nuvole, la nebbia, e il vento. Mentre passo fradicio fra l’erba alta, osservo i sassi, i colori autunnali della natura che mi circonda e penso al fascino che emana questo posto. Nel Parco praticare l’arrampicata è bello, per il senso di libertà che trasmette l’ambiente incontaminato, il godimento della leggerezza e della forza della natura, una natura che richiama alla mente luoghi e forme immaginarie che fanno scivolare i pensieri verso tempi ed epoche indecifrabili.

E’ come se qui, tutto ciò che è inutile e superfluo si noti in una maniera ancora più evidente, e di conseguenza a me viene voglia di prendere sul serio gli animali, i sassi, l’ erba, le piante e tutto il resto no. A volte senza quasi rendermene conto mi sono trovato abbracciato ad un albero o abbracciato ad un sasso come se mi sentissi uno di loro.

Viva l’ arrampicata ” libera”, strumento di felicità e mezzo con il quale imparo la vita.Viva la leggerezza fisica e mentale, frutto della Madre divina che mi plasma e viva la rottura di schemi precostituiti che danno sfogo alla mia immaginazione e alla fantasia, convincendomi di dover scoprire ancora il sasso più bello.

Racconti di viaggio

Il primo giorno di esplorazione è trascorso con Davidino, in una atmosfera irreale e in una ricerca spasmodica di sassi che col proseguire del tempo, non si è mai placata. I primi passaggi sui massi del boschetto, la prima salita del “Pesce Palla” e la prima avventura con il materasso trasportato sulle teste o strisciato come uno slittino (una fatica bestiale!!).

Due giorni in pieno inverno dormendo in tenda li ho successivamente passati con il ” Flavio Nazionale” . Insieme formammo una vera “Squadra Olimpica” . Campo piazzato sul prato di fianco alla “Balena” con al seguito ogni sorta di oggetto: fornellone, ascia, spazzole,pentolame, attrezzi vari e tutto il materiale per arrampicare. Una notte passata in balia di temperature quasi polari che hanno evitato qualsiasi idea evasiva e il giorno seguente un’altra nuova occasione per continuare a camminare e spostarsi da una valletta all’altra, circumnavigando sasso per sasso. Il ritorno verso il piazzale è stato una tragicomica indimenticabile, fatta di attrezzatura e oggetti abbandonati sul sentiero uno dopo l’altro. Sfiniti abbiamo chiesto aiuto a parenti e amici per riportare tutto il materiale a casa.

Atteggiamenti ripetitivi che in alcuni casi hanno sfiorato la saturazione fisica e mentale:muoversi, cercare, guardare, toccare e provare da mattina a sera, partendo con la luce del mattino e ritornando su sentieri avvolti dal gelo di serate incantevoli e notti stellate. Ho vissuto personalmente per ore, giorni, settimane e mesi immerso nel limbo di uno stato di grande coinvolgimento e felicità.

Ho incontrato Andrea “Bacia le pietre” che conosce molte storie e porta sempre con se’ il simbolo della conoscenza. Con lui ho trascorso parecchio tempo delle mie giornate al Mottarone, contemplando la natura e ascoltando le sue teorie e le sue storie. Come quella che si riferisce alla “coda del drago”, in realtà un territorio geografico a forma di coda di drago che corrisponde a una vasta area percorsa da correnti di energia positiva che si sviluppa fino al Parco dei Sassi.

Ho conosciuto e chiacchierato volentieri con Giulio, il proprietario delle pecore e delle capre che pascolano sui vari territori del Parco. Da lui mi sono fatto spiegare la storia e la vita del Mottarone di sessanta anni fa, di come erano organizzati i pastori e come viveva la gente a quell’epoca. Dalle sue simpatiche e curiose capre invece ho imparato a seguire tracce di sentieri che si sono rivelati facili soluzioni di andata o di ritorno tra un canalone e l’altro, tra una zona di sassi e un’altra.

Ho fatto amicizia con Moretta il cane pastore, una femmina docile e affettuosa sempre attenta e pronta ad intervenire in caso di chiamata al proprio dovere.Io mi sono trovato di fronte un tesoro che giorno dopo giorno è diventato sempre più grande e sempre più bello. I Sassi, la libertà, il Sole, il respiro dell’universo, gli animali, gli alberi, l’acqua, l’ erba, la sabbia e poche, pochissime persone….

Rigraziamenti

Ho avuto la fortuna di vedere e di toccare un Tesoro con le mie mani e di poter vivere la bellezza della vita, illuminato dalla luce della Natura e dalla straordinaria forza della sua contemplazione. Grazie a Davidino, grazie a Flavio e a Davidone, grazie ad Andrea ” Bacia le Pietre”, grazie a Davide Fissore
( che ha creato questa versione digitale della guida) e un grazie particolare a Giada,mia instancabile e amabile compagna.

Mauro


Scarica la guida digitale interattiva del Parco dei Sassi.